Firenze, 20 aprile 2026 – In merito al dibattito sviluppatosi in Consiglio regionale della Toscana lo scorso 14 aprile, in occasione dell’approvazione del budget 2026–2028 di ARTI, la CISL FP Toscana richiama tutte le forze politiche a un uso responsabile del linguaggio e a una netta distinzione tra confronto istituzionale e rispetto del lavoro pubblico.
Il confronto consiliare ha evidenziato posizioni diverse: da un lato la maggioranza ha sottolineato i risultati raggiunti e il ruolo strategico dell’Agenzia nelle politiche attive del lavoro, dall’altro l’opposizione ha espresso dubbi sull’efficacia complessiva del modello e sulla capacità di incidere concretamente sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro .
“In un quadro di confronto politico legittimo – afferma la CISL FP Toscana – riteniamo però necessario ribadire un principio fondamentale: le lavoratrici e i lavoratori di ARTI, a partire dalla dirigenza fino al personale del comparto, non possono diventare oggetto di attacchi o semplificazioni che ne mettano in discussione professionalità e impegno”.ARTI è un ente pubblico che opera sulla base di indirizzi politici definiti dalla Regione Toscana e persegue obiettivi stabiliti a livello istituzionale, gestendo risorse in larga parte di provenienza statale ed europea e traducendole in servizi attraverso la rete dei Centri per l’Impiego.
“Il personale – prosegue il sindacato – svolge il proprio lavoro attuando le linee di indirizzo ricevute, garantendo ogni giorno servizi complessi a cittadini e imprese. Eventuali valutazioni sull’efficacia delle politiche adottate devono rimanere nell’ambito del confronto politico e istituzionale, senza trasformarsi in giudizi impropri sul lavoro di chi opera all’interno dell’Agenzia”.Nel corso del dibattito, pur a fronte di critiche anche dure sul piano politico, è stato esplicitato come le osservazioni dell’opposizione fossero rivolte agli organi di governo e alle scelte strategiche, e non al personale dell’Agenzia . Tuttavia, alcune espressioni utilizzate nel confronto pubblico rischiano di generare una percezione distorta del ruolo e dell’operato di ARTI.“È proprio questo il punto su cui richiamiamo l’attenzione – sottolinea la CISL FP Toscana –: screditare l’Agenzia agli occhi dell’opinione pubblica, e ancor più delle persone disoccupate che si rivolgono ai servizi, rappresenta un boomerang per l’intero sistema regionale del lavoro”.
Il rischio è duplice:
- indebolire la fiducia dei cittadini nei servizi pubblici per l’impiego
- rendere ancora più complesso il lavoro degli operatori, già impegnati quotidianamente in contesti sociali delicat
La CISL FP Toscana ribadisce quindi:
- il pieno rispetto per il confronto politico e per le diverse visioni sulle politiche del lavoro
- la necessità di basare tale confronto su dati, analisi e proposte
- la ferma difesa della dignità professionale di tutto il personale ARTI
“Nei tavoli istituzionali si possono e si devono esprimere opinioni anche profondamente diverse – conclude la CISL FP Toscana – ma non è accettabile che il confronto degeneri in espressioni che possano essere percepite come offensive o delegittimanti nei confronti di chi lavora ogni giorno al servizio dei cittadini. Il rispetto del lavoro pubblico è una condizione essenziale per il buon funzionamento delle istituzioni e per la credibilità delle politiche del lavoro”.
